domenica 17 gennaio 2010

Una Storia Speciale

Un po' di mesi fa mi sono dedicato allo studio di Ruby e di Rails(come da post), ma un buon approfondimento richiede anche un caso pratico.

Ed e' per questo che ho iniziato a sviluppare un progetto di portale che mi permettesse di testare i vari aspetti tecnici e i problemi, che l'apprendimento di un nuovo linguaggio porta con se.

Ci voleva pero' un idea simpatica : ma perche non creare un portale di storie, racconti etc.. in cui un ogni utente possa introdurre un pezzetto di storia, sulla base della proprio gusto ? cio' che viene fuori e' una storia non prederminata, che e' il mix della fantasia, dell'interpretazione e della partecipazione di tutti.

Ma come evitare che un utente con molta fantasia e voglia di raccontare, scrivesse un intero capitolo ? limitiamo i caratteri digitabili in una giornata (per ogni storia), in questo modo ognuno introduce un paragrafo, una frase una parola ... e il collage e' fatto.

Il sito e' gia' online, per chi lo volesse utilizzare e contribuire alla nascita di nuove storie, il link e' questo indirizzo : http://www.leobenelli.com/openproj-unastoriaspeciale_it.shtml




Buona scrittura a tutti !!

venerdì 8 gennaio 2010

Aiuta Mysql


Sono passati gia' diversi mesi da quando Oracle ha deciso di comprare Sun e ancora non si sono spente,giustamente, le polemiche di fronte ad un rischio di monopolio in un settore chiave, quale quello dei database.

Malgrado sia un utilizzatore/amministratore e un fan di vari prodotti dello stack Oracle, non posso comunque evitare di schierarmi dalla parte di un prodotto nato dalla comunita' e che nella comunita' deve rimanere.

A differenza di molte altre; Google in primis (Chi sa che fine a fatto Keyhole, forse e' rimasto solo l'estensione originaria KML, ormai per il mondo e' Google Earth), Oracle non e' di quelle aziende "fagocitanti", nei riguardi delle sue acquisizioni (Siebel e' rimasto Siebel, Weblogic e' rimasto Weblogic, JD Edwards e' rimasto JD Edwards, etc..) , cio' nonostante non e' chiaro quali siano le sue intenzioni nei riguardi di Mysql; ci sono rassicurazioni in merito al suo mantenimento e supporto, ma e' abbastanza evidente che cio' porta e porterebbe via mercato a Oracle e al suo prodotto di punta.

Il compito quindi della comunita' e' quello di manifestare il suo dissenso, in modo che si possa arrivare ad un accordo con Oracle.
Qui di seguito il link al sito per sottoscrivere la petizione : http://helpmysql.org

mercoledì 5 agosto 2009

easyTiVu

E' da un po' di tempo che per il famoso problema del Digital Divide nelle aree rurali, mi sono dotato di una connessione UMTS.
Ho avuto (e ho tutt'ora) molti problemi di connettivita' :-( , ma cio' mi ha permesso di avere una connessione semi-semi-semi flat (1 gb di traffico te lo fanno pagare a peso d'oro) da poter usare.

Comunque adesso mi capita di navigare anche da palmare, e non so voi, ma l'esperienza non e' delle migliori, niente da dire sui programmi Browser (Opera, Internet Explorer Mobile, Skyfire), ma a causa della ridotte dimensioni del dispositivo e della massiccia presenza nelle pagine Internet di : flash, banner, popup etc.. tutto si traduce in un insieme di tentativi di zoom sulla pagina (perlomeno su Skyfire), scorrimenti verticali in modo da ritrovare quel punto che sai presente nella pagina ma che il Browser mobile ha disposto in punto differente.
Quindi per particolari esigenze nasce la necessita' di costruirsi applicazioni Client ad-hoc che acquisendo dati da Internet le mostrano sul dispositivo in un modo piu' agevole, a questo scopo ho creato EasyTiVu una piccola applicazione client finalizzata all'aquisizione del palinsesto televisivo italiano, l'applicazione e' fatta in J2Me utilizzando le librerie grafiche LWUIT.


L'applicazione (i sorgenti) e le istruzioni di installazione sono scaricabili all'indirizzo :
http://www.leobenelli.com/openproj-easytivu_it.shtml

mercoledì 15 luglio 2009

Ruby

Forse mi sbagliero' ma la sensazione e' che un piccolo scossone informatico e' all'orizzonte.
In questi ultimi anni, si e' ormai riconsolidato un certo immobilismo, nella distribuzione dell'utilizzo dei vari linguaggi di programmazione, le fette della torta sono ormai abbastanza nette : quelle piu' grosse : .NET e Java (supportate da grossi Vendors), una fetta abbastanza importante di PHP, e fette piu' piccole di Perl, Delphi, C, ASP e linguaggi un po' piu' datati ma che ancora possiedono dell'installato.
Ognuno detiene una sfera di utenza e di "fans" e non mi sembra che nell'ultimi periodi ci siano stati grandi novita', se non uno : Ruby.
Come linguaggio e' gia' qualche anno che e' presente, ma un po' per il fatto della mancanza di documentazione (visto che la sua terra e' il Giappone), un po' perche' ancora non totalmente maturo, non ha avuto troppa diffusione, ma forse le cose adesso stanno cambiando, Visti i libri che stanno uscendo e le informazioni sulla Rete sempre piu' frequenti, sembra la comunita' sembra che stia accogliendo bene il nuovo arrivato.
Malgrado sia un fan di Java, spero che Ruby arrivi allo stesso livello di maturita' e che la competizione con i grandi, inizi !!!

Nel frattempo ho deciso di approfondire l'argomento : http://www.leobenelli.com/appunti-ruby-diario.shtml

domenica 31 maggio 2009

Ferie e Crisi

Premessa
In un periodo di crisi come questo, e' abbastanza frequente, trovare aziende che in conseguenza di un calo di ordinativi e di profitti, ricorrono a forme di ammortizzatori finalizzati a limitare le loro perdite.
Un'operazione abbastanza frequente che investe la forza lavoro di un'azienda sono ovviamente la Cassa integrazione (dove possibile), Contratti di Solidarieta' e lo smalitimento di ferie residue di anni precedenti.
Proprio su questo ultimo punto si e' focalizzata una discussione sul fatto che nel caso di ferie maturate ma non godute da parte del lavoratore, l'azienda ha un aggravio in termini di costi, che non avrebbe avuto qualora il lavoratore avesse usufruito totalmente del monte ferie; anche considerando il fatto che le ferie spettanti sono un "di cui" della retribuzione di un lavoratore (nel senso che il rapporto di collaborazione con un lavoratore e' un misto di denaro, diritti, doveri, giorni di ferie etc...).

Da Questo premesse e' venuta fuori la seguente domanda :

Le Ferie maturate ma non godute sono un costo per le aziende ?

Queste sono le considerazioni in proposito :

E’ opinione comune che le ferie non godute da parte dei lavoratori sono un costo che grava sul bilancio di esercizio dell’azienda aggravandone i conti anche nei confronti di terzi (banche creditrici).

A mio parere e’ proprio il contrario, cioe’ non solo non e’ un costo, ma e’ un debito che a differenza dei normali debiti a fornitori e’ dilazionato molto piu’ a lungo nel tempo con i chiari vantaggi dei pagamenti posticipati.

Per chiarire meglio il concetto, riporto qua sotto una serie di considerazioni e esempi i quali si basano su due assunti principali che devono valere in tutta la discussione :

- Per costo si intende un corrispettivo che non viene coperto da un conseguente ricavo, se invece lo si intende limitatamente al suo significato prettamente ragionieristico allora abbiamo gia’ trovato il punto di incontro, cioe’ in un bilancio c’e’ una voce di costo e siamo d’accordo sul fatto che questo ha portato a dei ricavi, quindi decade la domanda.
- Il lavoro di un lavoratore in un’azienda non e’ un costo ma piuttosto un ricavo, o meglio un fattore che per sua natura genera utile, se non si accetta questo assunto allora si va in contraddizione con le leggi di mercato, che porterebbe all’assurdo che non c’e’ la convenienza per un’azienda ad avere del personale, Quindi l’azienda ha un chiaro ritorno in termini di guadagno in base al maggior valore tra il bene prodotto dal lavoratore e il bene come merce di scambio (per il momento non si tratta l’ulteriore guadagno portato dal plusvalore).

Quindi se vengono accettati i due precedenti punti allora si puo’ procedere al confronto su dati oggettivi e confrontabili.

Qui di seguito una simulazione in partita doppia (sintetizzata e compensata),

In questo schema l’elaborazione di un anno con un lavoratore con uno stipendio di 1000 e 10 gg totali di ferie (nessuno goduto), nell’intero anno ha prodotto un quantitativo per un controvalore di 365 ipotizzando 1 per ogni giorno di lavoro.
Al termine facendo gravare le ferie non maturate sull’esercizio risulta una perdita totale di 645.





(Click per ingrandire)


In questo secondo schema lo stesso lavoratore con 1000 euro e 10 gg di ferie questa volta interamente goduti, e che ovviamente gravano sulla produzione di beni portando il quantitativo di merce venduta a 355 dato che 10 non sono stati prodotti, la perdita anche in questo caso e’ di 645.





(Click per ingrandire)


Da cio’ risulta chiaramente l’uguaglianza della situazione in termini di risultato di esercizio, ma solo nel primo caso, cioe’ con la rimanenza di ferie non godute l’azienda ottiene i seguenti vantaggi occulti :

- Il conto in banca e’ maggiore, quindi maggior introiti in termini di interessi attivi.
- Il debito e la sua liquidazione e’ spostato nel tempo di oltre un anno, quindi il miglior debito che un’azienda possa avere con una dilazione di pagamento lontana dei 30/60/90 gg di un normale pagamento a fornitore.
- Non ha limitato la produzione, in conseguenza a l’elargizione del diritto alle ferie del lavoratore.

Io, banca creditrice preferirei di gran lunga il primo bilancio rispetto al secondo.

Un altro caso banale finalizzato a far emergere la falsa concezione di costo delle ferie residue si riscontra in un ipotetico, rapporto lavorativo nel quale un lavoratore viene pagato un X per ogni giorno di lavoro e ogni giorno riesce a produrre un Y che poi viene rivenduto a 2Y, il rapporto lavorativo dura 10 gg. e per assurdo il lavoratore ha diritto a 2 gg. di ferie.

Nel caso in cui il lavoratore stesse 2 giorni in ferie la quantita’ di Y e’ pari a 8, il suo salario e’ 8X e il guadagno dell’azienda e’ 8 * 2Y = 16Y, quindi i costi per l’azienda sarebbero 16Y-8X, se X=Y avremmo 8X di guadagno per l’azienda.
Nel caso invece in cui il lavoratore lavorasse tutti e 10 i giorni, la quantita’ prodotta sarebbe 10Y il suo salario sarebbe 8X + 2X per la parte di pagamento delle ferie residue a fine rapporto, il guadagno dell’azienda sarebbe 10*2Y quindi 20Y in quanto ha 10 prodotti, conseguenza il dipendente avrebbe un guadagno di 10X, l’azienda di 20Y con X=Y, il guadagno e’ 20X.
Quindi nel secondo caso, cioe’ di ferie non godute l’azienda avrebbe un guadagno di 2X rispetto al primo caso.

Spesso il fatto di avere ferie residue porta (anche il lavoratore) a affermare il fatto che per le ferie residue, l’azienda e’ costretta in taluni casi a pagarle, producendo un costo o comunque un esborso per l’azienda, a questa affermazione ci sono le seguenti controrisposte :
- l’eventuale pagamento delle ferie residue e’ totalmente compensato dal ricavo di maggior produzione avuta nel periodo di non godimento delle ferie da parte del lavoratore.
- L’esborso e’ una mera trasformazione di un debito nei confronti del lavoratore in un corrispettivo monetario.
- Il pagamento inoltre e’ molto ritardato nel tempo (addirittura anni).
- E’ un credito che il lavoratore ha senza alcuna tutela di garanzia (spesso si dice e se il lavoratore si licenzia la ditta deve pagare le ferie creando un danno , ma se e’ l’azienda a fallire ?? solitamente e’ il debitore che deve dare garanzie).

Conclusioni

Tutto cio’ porta alle seguenti conclusioni, del quale il lavoratore e’ parzialmente cosciente.

Il problema del costo occulto delle ferie residue non e’ un reale problema per l’azienda e’ piuttosto un onere attribuito al lavoratore, il quale se ne fa carico forse inconsapevolmente.

Il reale problema che porta da parte dell’azienda a manifestare l’esigenza di usufruire delle ferie residue non e’ nell’oggettivita’ del costo delle ferie, ma piuttosto in una rottura dei meccanismi di Acquisizione -> Produzione -> Vendita -> Guadagno che porta a un’esigenza di flessibilita’ inversa che scaturisce nel “non lavoro” il meccanismo di guadagno, rispetto ai momenti di maggior propulsione economica nei quali la maggiore flessibilita’ e’ richiesta al fine di massimizzare il profitto; ma di tutto cio’ il lavoratore non se ne deve far carico e non se ne deve sentire responsabile in quanto non detentore di mezzi di produzione.

Queste sono ovviamente considerazioni personali e opinabili, quindi ben vengano chiarimenti in proposito.

sabato 18 agosto 2007

Critica alle critiche sulla GPLV3

Durante questa estate mi e’ capitato di leggere diversi commenti e critiche conseguenti all’uscita della nuova versione della GPL; due per tutti : Linus Torvalds e Patrizio Tassone, ambedue da me stimati per il loro lavoro e contributo alla “causa” del software libero.

Non ritengo assolutamente le critiche mosse alla GPLV3, incoerenti e prive di fondamento, anzi sono valide e mirate al problema, se si ritiene che la via per la diffusione del software libero, debba avvenire (anche) tramite il canale del business, del lucro e del capitale.

E’ vero, lasciare entrare i capitali nell’Open Source e’ il modo più facile per farlo diventare competitivo (ma non necessariamente migliore) rispetto al software proprietario, ma chi ha bisogno di questo ? chi l’ha detto che lo deve essere a tutti i costi ? Ritengo che arrivare a “Vincere” in questo modo non sia cosi’ gratificante per la comunità.

A detta di molti con la GPL3 si corre il rischio che le grosse aziende con le restrizione sui loro brevetti non riterranno più opportuno e conveniente investire in Software libero e allora ? Chi ha qualcosa da spartire con Larry e Bill? i loro interessi e le loro idee sono in contraddizione con le mie, se in questo momento stanno investendo grossi capitali non lo fanno certo per farci un piacere , se decideranno di non investire vorrà dire che faremmo a meno.

Il capitale e’ (purtroppo) un grande mezzo per espandere in breve tempo un campo di attività, porta però con se numerosi “effetti collaterali”, La GPLV3 ritengo che tenti di mettere una barricata per non far diventare il mondo Open Source un altro terreno di “conquista” e di sfruttamento indiscriminato. Per sua natura e “contraddizione” il capitale ha bisogno di nuovi mercati per continuare ad esistere, la GPLV3 tenta di frenare e di sfruttare questo tallone di Achille, per il bene della comunità, per la salvaguardia e per la produzione del Software libero da vizi.

Quindi se l’introduzione della GPLV3 porterà come conseguenza un allontanamento dei capitali, penso che la contromisura da adottare sarà quella di continuare a produrre del buon software e aspettare il momento (non necessariamente vicino nel tempo) in cui l’esigenza di nuovi mercati da parte del capitale sarà inevitabile, in quel momento l’incontro tra la comunità e le grandi imprese potrà riprendere, a quel punto però la comunità sarà più matura e più consapevole della sua forza e quindi meno disposta ad un approccio schiacciante.

La mia impressione attuale e’ che ci sia una lotta accaparramento indiscriminato e il grado di “purezza” del software libero si stia progressivamente deteriorando, la GPLV3 sta cercando di “ostacolare” questo. Obbiettivamente devo dire che la semplicità d’uso e spesso la qualità e’ migliorata, ad esempio non posso negare che le installazioni di GNU Linux sono molto più facili e affidabili di prima ma se il prezzo da pagare e’ questo, preferisco tornare ad ammattire come qualche anno fa’.

Sicuramente la GPLV3 non e’ la versione definitiva che risolve tutti i problemi del mondo, principalmente evidenzio due bisogni primari il primo più semplice e risolvibile nel breve periodo, l’altro come progetto da valutare a lungo termine :

  • Trovare un compromesso che possa far conciliare l’utilizzo misto con le precedenti versioni e le altre licenze Free/Open, non tanto per ridurre l’impatto della GPLV3 ma piuttosto per agevolarne il passaggio e la diffusione.

  • Trovare delle formule nella licenza per incentivare e far proliferare maggiormente la possibilità di un singolo sviluppatore (FreeLance) di riuscire a vivere di quello che produce, probabilmente la difficoltà nasce dalla massiccia concorrenza delle grandi aziende con grande forza di marketing, magari regolamentando l’uso in ambiente Enterprise, si avrebbero dei ritorni e delle possibilità anche per il singolo programmatore. (Questo e’ però un tema che deve essere trattato separatamente in quanto richiede un attenta valutazione per evitare deviazioni dalla GPL e dalle sue finalità).
Probabilmente i miei giudizi possono essere più ideologici che realistici, ma le valutazioni sulla licenza GPL non penso possano essere solo su aspetti legali o giuridici, dentro di essa c’e’ molto di più c’e’ un pensiero, un’alternativa, un modo diverso di approcciarsi alla creatività e inventiva umana e agli scopi che questa deve perseguire.

Leonardo Benelli

domenica 22 luglio 2007

Recensione Mio A701

Il Mio A701 e' un ottimo Telefono/Palmare consigliato a tutti quelli che desiderano avere con se tutto (o quasi) quello che ad oggi e' possibile avere da un palmare, con i suoi vantaggi e svantaggi.

Ero un felice possessore di un I-Mate SPV E200 (non venduto in Italia, non se ne capisce il motivo), quando un giorno mi e' venuta voglia di cercare un lettore di E-Book, ma poi visti i prezzi, la mia scelta si e' dirottata sul palmare.
Ci sono ottimi palmari in circolazione ma nessuno tranne l'A701 che permettesse di svolgere la funzione di telefono/pamare e GPS (integrato).

l'A701 svolge pienamente la funzionalita' di telefono (l'unica pecca e' la ricerca contatti non cosi' immediata, ma la colpa e' di WM5 e scrivere SMS con il pennino), di palmare con i suoi pro (gestire documenti, , giocare, leggere libri etc ... ) e i suoi contro (il touch screen e' bello ma anche scomodo) e di GPS e' su questo punto e' comodissimo il fatto di averlo integrato, avere in 30 secondi la posizione senza bisogno di accendere il bluetooth, attendere la connessione alla periferica ai satelliti etc... e' una grande comodita'.

Dell'A701 molte recensioni ritengono che consumi molto a me non risulta anzi sono rimasto molto colpito dalla durata, e' pur sempre un palmare a colori, con gps, telefono etc.. e con molte cose per succhiare energia.

Per la lettura degli E-Book, PDF etc.. consiglio caldamente MobiPocket e' molto ben fatto e gratuito.


La homepage del prodotto e' : http://www.mio-tech.be

Altre Immagini :